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Emorroidi: un tema tabù – non aspettare che si risolva da sé!

Che cosa sono le emorroidi?

Per prima cosa bisogna chiarire che ognuno di noi ha le emorroidi. Esse sono dei cuscinetti di tessuto vascolare situate nel canale anale e che chiudono ermeticamente lo sfintere anale evitando così l’incontinenza intestinale. Senza le emorroidi non saremmo in grado di controllare la defecazione. Questi cuscinetti vascolari si gonfiano e sgonfiano a seconda che l’intestino sia pieno o vuoto. Al termine della defecazione, le emorroidi si riempiono rapidamente di sangue, contribuendo, a riposo, alla pressione della chiusura anale.

Tuttavia, quando questi cuscinetti vascolari si gonfiano permanentemente, infiammandosi, si parla di malattia emorroidaria. Fanno comparsa i tipici sintomi delle cosiddette emorroidi come la fuoriuscita di secrezioni e il conseguente prurito e bruciore anale.

Si sente spesso parlare di emorroidi interne ed esterne. Entrambe hanno medesima funzione. Allora qual è la differenza? Mentre le emorroidi interne sono situate all’interno del canale anale, al di sopra della linea pectinea, le emorroidi esterne sono localizzate al di sotto di quest’ultima rimanendo visibile ad occhio nudo.

Non c'è bisogno di essere pudici!

Purtroppo, le emorroidi sono tuttora considerate un tabù. Per questo motivo la gente tende ad ignorarne i sintomi finché non diventano insopportabili. Solo il 4% delle persone che soffrono di emorroidi ricorrono a supporto medico. Il resto ne fa un segreto, tacendo sui propri disturbi. Non affrontare il problema non è la soluzione adatta: se non si agisce tempestivamente si va incontro ad una serie di inconvenienti spiacevoli perché le emorroidi sono una malattia che progredisce nel tempo. A causa del lembo di pelle che fuoriesce dall’ano, è molto difficile effettuare una buona pulizia anale. Questo può comportare la comparsa di infiammazioni locali. In tal caso, il normale utilizzo di prodotti per la pulizia anale può aggravare tali infiammazioni, favorendo il sorgere di ulteriori problematiche, come le ragadi anali. Le ragadi sono il terreno fertile per l’insediamento di germi e batteri. A questo punto bisogna solo sperare che agenti microbiologici non raggiungano la ferita aperta.

Come si presentano le emorroidi?

Come riconoscere le emorroidi? Le sembianze delle emorroidi dipendono dalla gravità (grado) della malattia.

Emorroidi di primo grado

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Le emorroidi di primo grado sono solo leggermente gonfie e i sintomi sono lievi o del tutto assenti.

Emorroidi di secondo grado

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Si parla di emorroidi di secondo grado quando queste tendono a prolassare, fuoriuscendo dall’ano durante la defecazione per poi rientrare spontaneamente nel canale anale.

Emorroidi di terzo grado

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Quando il prolasso emorroidario non è seguito da una riduzione spontanea delle emorroidi e necessita riduzione manuale si parla di emorroidi di terzo grado.

Emorroidi di quarto grado

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Le emorroidi di quarto grado sono ancora più fastidiose: siamo in presenza di un prolasso stabile. La riduzione manuale è impossibile. Le emorroidi prolassate rimangono quindi serrate nello sfintere anale, gonfiandosi ulteriormente e causando forti dolori. A questo punto è necessario l’intervento medico.

Emorroidi: le cause

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Come si formano le emorroidi?

Ci sono diversi fattori di rischio: il sovrappeso, un’alimentazione povera di fibre, uno stile di vita sedentario, ma anche la scarsa elasticità dei tessuti cutanei causata da predisposizione genetica o dall’età avanzata, così come il sollevamento di grossi pesi, la diarrea frequente e l’utilizzo esagerato di lassativi.

Anche la gravidanza rientra tra le possibili cause per via dell’aumento volumetrico dell'utero e della conseguente pressione esercitata dall’addome sulle emorroidi che faticano quindi a sgonfiarsi. Le emorroidi in gravidanza apportano un ulteriore stress all’organismo femminile. Purtroppo, ricorrere a farmaci non è sempre possibile. Per esempio, l'utilizzo di cortisonici è sconsigliato. Per questo motivo è necessario consultare il proprio ginecologo. Alcuni rimedi naturali possono rilevarsi soluzioni adatte in questo caso.

Tra le possibili cause delle emorroidi vi è anche la stitichezza cronica, poiché lo sforzo evacuativo, ovvero l’azione di spingere durante la defecazione, contribuisce ed esercitare un’elevata pressione sulle emorroidi.

Lo sapevate che le emorroidi si possono presentare anche nei bambini? Solitamente la causa è la stitichezza.

Emorroidi: sintomi

Sangue nelle feci

I sintomi delle emorroidi purtroppo non sono molto specifici e sono quindi difficili da distinguere da quelli di altre patologie proctologiche. Uno dei primi sintomi è la presenza di sangue nelle feci o sulla carta igienica. Le emorroidi spesso sanguinano dopo la defecazione poiché spingendo più forte del normale si ottiene un maggiore afflusso di sangue nei cuscinetti vascolari. Durante i primi stadi del progresso della malattia, si nota solitamente solo un leggero sanguinamento, mentre durante gli stadi più avanzati questo sarà più consistente. In questo caso è necessario consultare un medico.

In ogni caso il colore del sangue è molto importante: il sangue che fuoriesce dalle emorroidi è rosso chiaro, mentre la presenza di sangue scuro è sintomo di altre patologie proctologiche.

Prurito anale

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Un altro sintomo tipico è il prurito anale. Come mai prudono le emorroidi?

A causa del malfunzionamento delle emorroidi lo sfintere anale perde la sua elasticità parietale provocando la fuoriuscita di fluidi e residui fecali che a lungo andare irritano e lesionano la cute. Per questo motivo si crea una sensazione di prurito.

Hai anche tu questo problema? Visita ora il nostro blog sul prurito anale.

Altri sintomi delle emorroidi

Il bruciore anale, la sensazione di avere un corpo estraneo nello sfintere anale, la fuoriuscita di fluidi e/o di un secreto colloso, l’irritazione cutanea della regione anale così come un gonfiore locale palpabile o un senso di pressione nella parte terminale dell’intestino sono ulteriori potenziali sintomi delle emorroidi.

La diarrea non rientra tra i sintomi classici delle emorroidi. D’altro canto, l’incontinenza fecale che può presentarsi durante gli stadi avanzati della malattia può essere un sintomo.

Dolore

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Un sintomo raro delle emorroidi è il dolore. Questo si presenta solo durante lo stadio finale (emorroidi di quarto grado).

Attenzione! C’è il rischio di confondersi tra patologie che presentano medesima sintomatologia: fitte nella regione anale possono essere il risultato di una trombosi emorroidaria. In questo caso, si ha la formazione di un nodulo, la cui dimensione può variare tra quella di un pisello e quella di una prugna, di colore bluastro, talvolta lucido, situato di fianco all’orifizio anale. La trombosi emorroidaria è conosciuta anche sotto il nome di “emorroidi trombizzate” e si presenta solitamente in modo improvviso. Analogamente alle emorroidi “vere”, la trombosi emorroidaria nasce da un coagulo di sangue. La differenza sta nella posizione: nel primo caso il coagulo si forma nelle emorroidi stesse, nel secondo si forma nel plesso venoso della regione anale. La trombosi emorroidaria solitamente guarisce da sola riassorbendosi gradualmente. Solo in caso di coaguli di dimensioni grosse è necessario un intervento chirurgico.

Cosa fare in caso di emorroidi - quando consultare il medico?

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Qualora si sospetti di soffrire di emorroidi, è consigliabile consultare un medico. Lo specialista in questo caso è senza ombra di dubbio il gastroenterologo, o ancora meglio il proctologo, che si occupa esclusivamente di problematiche del retto).

Dopo un’anamnesi specifica con la quale vengono osservate la frequenza di defecazione e le abitudini alimentari, potrebbe essere necessario un esame della regione anale, ed eventualmente, una proctoscopia (analisi del retto). In alcuni casi, può essere necessaria una colonscopia per valutare ulteriori eventuali cause delle perdite di sangue.

Emorroidi: rimedi

Come curare le emorroidi? Se si vuole intervenire per contrastare le emorroidi, fortunatamente, ci sono diversi metodi di trattamento a seconda della severità della patologia. Durante gli stadi iniziali, si può interviene a livello locale con medicine, unguenti, e se necessario con piccoli interventi, quali l’obliterazione (scleroterapia) o il congelamento (crioterapia) delle emorroidi. Stadi più avanzati o che presentano complicazioni necessitano invece un intervento chirurgico.

In generale, è consigliato a chi soffre di emorroidi di effettuare una pulizia profonda e accurata della regione anale dopo la defecazione al fine di ridurre l’insorgere di patologie secondarie.

Per un’igiene migliore: prevenzione e alleviamento del dolore con ProctyClean®

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In caso di disturbi emorroidali, un’accurata pulizia anale diventa di estrema importanza. Questa non risolve il problema di per sé, ma previene l’insorgere di patologie secondarie e complicanze che possono creare ulteriore malessere e fastidi. Come già accennato, in caso di emorroidi, lo sfintere anale non riesce a chiudersi del tutto portando alla fuoriuscita di fluidi e residui fecali. Tali residui possono rilevarsi altamente irritanti per la cute della regione anale causando disturbi quali infiammazioni, prurito anale o addirittura il fastidiosissimo eczema anale.

Attenzione! Mentre una corretta igiene è necessaria, l’utilizzo di comuni detergenti e saponi è altamente sconsigliato. Gli ingredienti in essi contenuti possono essere irritanti, peggiorando la situazione. Inoltre, i metodi di igiene classica detergono solo la parte esterna dell’orifizio anale.

ProctyClean® Set per la pulizia anale, invece, aiuta a pulire le aree in cui ristagnano gli agenti patogeni. Per fare ciò bastano da 1 a 3 minuti al giorno, meglio se subito dopo la defecazione. Con un semplice gesto ProctyClean® rimuove i residui fecali rimasti nel canale e nelle pieghe anali. Tale pratica aiuta a prevenire la fuoriuscita di fluidi in momenti inopportuni, donando una sensazione di igiene profonda e duratura.

Come curare le emorroidi.  Addio dolore!

Emorroidi: farmaci

I farmaci per uso topico (locale) possono essere utilizzati in qualsiasi stadio della malattia. Alcuni hanno una funzione antiinfiammatoria, altri una funzione anestetica locale. Le pomate si possono applicare sulla zona interessata con l’aiuto di un applicatore oppure con il supporto di una garza che verrà poi inserita nell’indumento intimo.

È da notare che questi farmaci sono atti ad alleviare i sintomi, mentre le potenziali cause dell’irritazione (residui fecali, ecc.) rimangono stagnanti nel canale anale. Per questo motivo, un’accurata pulizia del canale anale è necessaria prima di applicare qualsiasi farmaco. Saltare questo passaggio sarebbe come non disinfettare una ferita sporca prima di applicare un cerotto. ProctyClean fornisce la soluzione detergente perfetta per prepararsi adeguatamente all'applicazione del farmaco.

Pomata per le emorroidi

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Esistono diverse creme, pomate e supposte che hanno un effetto antinfiammatorio donando sollievo dal dolore delle emorroidi. Ovviamente, è opportuno consultare il proprio medico di fiducia prima di utilizzare questi farmaci. Principi attivi come lo zinco e il pantenolo hanno una potente funzione antiinfiammatoria, così come alcuni rimedi naturali come l’amamelide e l’aloe vera. Quest’ultime agiscono particolarmente bene contro le irritazioni cutanee e il prurito. Molto efficaci sono le pomate al cortisone contenenti ad esempio il prednisone e l’idrocortisone acetato, principi attivi che inibiscono il sistema immunitario e combattono l’infiammazione. Attenzione però, un utilizzo inopportuno di cortisoni può portare ad atrofia cutanea o infezioni fungine. ProctyClean Olio alla Vitamina E invece non solo pulisce, ma allo stesso tempo lenisce e protegge le membrane interne grazie ai principi naturali in esso contenuti.

Anestetici locali

Gli anestetici locali, come la benzocaina e la lidocaina, hanno il grande vantaggio di eliminare del tutto il dolore, dando sollievo immediato. Tuttavia, un uso prolungato è sconsigliato poiché a lungo termine potrebbe causare l’insorgere di allergie.

Scleroterapia, crioterapia e legatura elastica

In caso di emorroidi di primo e secondo grado sono consigliati una serie di interventi mini invasivi come la tecnica della scleroterapia (obliterazione), ovvero l’iniezione di un agente sclerosante nei cuscinetti emorroidari. Ciò comporta che le pareti delle vene collassino e le emorroidi si atrofizzino, ritirandosi. Esiste anche una tipologia di obliterazione mediante radiazione infrarossa (cauterizzazione all’infrarosso) la quale però ha un tasso di successo relativamente basso. Alcuni specialisti utilizzano la crioterapia, ovvero il congelamento tramite azoto liquido, un altro metodo abbastanza contestato dato lo scarso tasso di successo.

Un intervento con un alto tasso di successo è invece la legatura elastica che viene utilizzata solitamente per le emorroidi di secondo e, a volte, anche di terzo grado. Si tratta di una procedura con la quale vengono applicati degli elastici intorno le emorroidi interne con lo scopo di interrompere l’irrorazione sanguigna. Tale pratica determina una necrosi parziale dei tessuti e il conseguente distacco delle emorroidi nell’arco di due settimane dall’intervento. Questa tecnica è molto efficace e quasi del tutto indolore.

Chirurgia tradizionale: quando il problema persiste

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Se si è già provato di tutto ma il problema persiste (emorroidi di terzo e quarto grado) è necessario ricorrere ad un intervento di chirurgia tradizionale, la cosiddetta emorroidectomia. Essa prevede l’asportazione chirurgica delle emorroidi con un’incisione settoriale (riguardante le emorroidi) o circolare (riguardante le emorroidi e la mucosa circostante) mediante forbici, bisturi o tecnologia laser. Dopo l’intervento, la ferita chirurgica può rimanere aperta oppure essere suturata completamente o parzialmente.

La decisione finale sulla procedura da adottare viene presa durante l’intervento in base alla severità della patologia e alla valutazione del rapporto rischio/beneficio. La prolassectomia con Stapler (o intervento di Longo) è una tecnica sviluppata nel 1998 allo scopo di curare le emorroidi di terzo grado in modo quasi del tutto indolore. L’intervento consiste nell’asportazione della mucosa rettale interessata mediante una suturatrice meccanica (lo Stapler) che sutura automaticamente anche la ferita. A causa dell’alto tasso di recidiva, questo intervento è sconsigliato per le emorroidi di quarto grado.

Rimedi della nonna per le emorroidi

L’utilizzo di rimedi casalinghi è consigliabile in caso di emorroidi di primo e secondo grado. È bene, in ogni caso, farne un uso parsimonioso poiché alcuni rimedi comuni hanno un’efficacia limitata e/o di breve durata.

Emorroidi: rimedi naturali. Un bagno agli oli essenziali

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Esiste un rimedio naturale per ogni malattia. Le emorroidi esterne possono essere curate con dei bagni rilassanti all’estratto di corteccia di quercia, il cui effetto antiinfiammatorio riduce il prurito dell’orifizio anale. Anche l’amamelide, l’achillea millefoglie, l’equiseto (anche noto come coda di cavallo), il meliloto e la camomilla sono piante dalle proprietà calmanti e antiinfiammatorie. Un altro rimedio casalingo per alleviare i dolori emorroidari è quello di applicare delle garze imbevute di tè nero sulla zona interessata. È consigliabile consultare un medico o un farmacista prima di utilizzare questi metodi naturali poiché anche gli oli essenziali possono avere effetti indesiderati sulla cute se è già molto irritata.

Cosa mangiare con le emorroidi?

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L’alimentazione svolge un ruolo importantissimo nella prevenzione e cura delle emorroidi. Non a caso l’apparato digestivo comincia dalla bocca e termina con l’ano. Per questo motivo elenchiamo di seguito una serie di alimenti la cui azione consente di prevenire le emorroidi. Un’alimentazione ricca di fibre, ad esempio, favorisce l’ammorbidimento delle feci: queste si trovano nei prodotti integrali, nei legumi, nella frutta e nelle verdure, così come in alcuni cereali, ad esempio, la crusca di grano, i semi di lino e i semi di psillio indiano. Il cavolo e la frutta secca lasciata in ammollo, invece, hanno un effetto lassativo regolativo. Non bisogna dimenticare, inoltre, di bere molta acqua ogni giorno poiché le fibre hanno bisogno di molto liquido per aumentare di volume e accelerare la motilità intestinale.

In generale bisognerebbe bere da 1,5 a 2 litri di acqua al giorno al fine di ammorbidire le feci, riducendo così lo sforzo evacuativo.

Cosa non mangiare con le emorroidi?

È necessario evitare alimenti astringenti come il tè nero, i mirtilli, le banane e le mele grattugiate e, purtroppo, il cioccolato e il cacao. È anche consigliabile ridurre il consumo di caffè e di cibi speziati.

L’importanza dell’attività fisica

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È consigliabile fare attività fisica con le emorroidi? Come già detto in precedenza, il sovrappeso e la mancanza di movimento sono fattori di rischio che predispongono allo sviluppo delle emorroidi. Il movimento, infatti, è il prerequisito di un buon funzionamento intestinale. Bisogna vincere la propria pigrizia e rimanere attivi: il corpo umano non è stato creato per stare fermo!

Una passeggiata a passo sostenuto, il nordic walking, o sport come il nuoto o il ciclismo, così come tutte le attività di movimento, stimolano la digestione e la circolazione favorendo la fuoriuscita del sangue dalle emorroidi. L’attività fisica aiuta inoltre a bruciare la massa grassa in eccesso.

Quali sport bisogna evitare con le emorroidi?

Forme di allenamento intensive (ad esempio il sollevamento pesi), le maratone e gli sport che prevedono molti salti (ad esempio il tennis e lo squash) hanno un effetto negativo sulle emorroidi poiché i movimenti rapidi e frequenti sovraccaricano il pavimento pelvico che preme sui tessuti vascolari della regione anale.

Come defecare correttamente – una corretta pulizia anale con ProctyClean®

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Le emorroidi insorgono quando si spinge in modo esagerato durante la defecazione (sforzo evacuativo), soprattutto quando le feci sono di consistenza dura. Per fare in modo che le feci si ammorbidiscano è necessaria un’alimentazione bilanciata. Minore è lo sforzo evacuativo, meno si ingrossano le emorroidi.

È inoltre di estrema importanza prendersi tempo per andare in bagno e rilassarsi durante la defecazione. I proctologi, tuttavia, sconsigliano sedute troppo lunghe al fine di evitare uno sforzo evacuativo inutile che aumenterebbe ulteriormente la pressione sui tessuti vascolari della mucosa anale.

Anche la posizione che si assume sul WC è molto importante: è consigliabile lasciarsi cadere sulla tazza scivolando verso l’interno così da allentare il più possibile la pressione sui cuscinetti emorroidari. Un’altra buona pratica è l’introduzione di un orario prestabilito per la defecazione per abituare l’intestino ad un ritmo regolare. È importante, inoltre, cercare di evitare il trattenimento volontario delle feci; facendo ciò, infatti, si contribuisce all’indurimento delle feci. Da non sottovalutare, infine, è la pulizia della regione anale: per fare ciò consigliamo di usare acqua tiepida e un panno o della carta igienica morbida con cui poi asciugare delicatamente la regione interessata, evitando lo strofinamento. Per quando si è fuori casa, sconsigliamo altamente le salviettine umide dato l’alto contenuto di profumi e conservanti. Un’ottima alternativa sono i bidet e le doccette intime portatili.

ProctyClean® Stick per la pulizia anale è la perfetta soluzione per l’igiene intima per chi soffre di emorroidi. Previene inoltre l’insorgere di malattie secondarie e complicazioni legate alla fuoriuscita di residui fecali e altri fluidi corporei. ProctyClean® risolve il problema alla radice: lo stick ProctyClean® ricoperto di olio alla vitamina E rimuove i residui fecali rimasti nel canale anale. Con un semplice e delicato movimento della mano si asportano i residui fecali che si accumulano nelle pieghe anali. È consigliabile effettuare il trattamento di pulizia anale una volta al giorno per qualche minuto. ProctyClean®: per una miglior pulizia del canale anale, dello sfintere anale e di tutta la regione anale. ProctyClean® ti dà una sensazione unica di freschezza. Una pulizia anale migliore riduce i tuoi problemi!

Lassativi ed emorroidi: Meglio evitare

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Nonostante aiutino ad alleviare i dolori della defecazione, i lassativi sono altamente sconsigliati a chi soffre di emorroidi. L’utilizzo di lassativi deve avvenire solo dietro consultazione medica. Un uso prolungato di lassativi, infatti, provoca l’impigrimento dell’intestino, che è causa a sua volta della stitichezza. Gli attacchi di diarrea indotti dai lassativi, inoltre, indeboliscono lo sfintere anale compromettendone a lungo termine la funzione.

È consigliata cautela anche con l’utilizzo di metodi quali clisteri, perette e docce anali al fine di alleviare i dolori. Essi, infatti, irritano e danneggiano la mucosa e la flora intestinali, così come i cuscinetti emorroidari. È utile quindi consultare il medico prima di farne uso. Questi dispositivi possono essere utilizzati solo saltuariamente in quanto un uso continuo potrebbe favorire la comparsa di irritazioni e provocare perdite anali.

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Una delle cause del bruciore anale durante la defecazione sono le ragadi anali. Esse sono delle piccole ma dolorose lesioni lineari della mucosa anale che si formano generalmente in seguito all'indurimento delle feci e al conseguente sforzo evacuativo esagerato. Le ragadi vengono solitamente curate con pomate e con un'apposita dieta. Se però diventano un problema cronico, è necessario un intervento chirurgico. Scopri qui di seguito cause, rimedi e metodi di prevenzione delle ragadi anali.

Prurito anale

Il prurito anale affligge chiunque. Secondo una ricerca il prurito anale è la forma di prurito localizzato più frequente, senza contare le cifre non segnalate ufficialmente. Il prurito anale, infatti, è una tematica che si evita volentieri.